Ciao a tutti, ci ritroviamo, come promesso, dopo le vacanze per raccontarvi le nostre avventure sperando che vi possano essere utili.
Questa prima parte del blog dedicato alla Croazia parlerà del tratto di mare antistante la città di Spalato.
Spinti dalla curiosità di visitare quelle acque e dopo una lunga ricerca su internet per trovare porti, alaggi e alloggi, prenotiamo e infine in agosto partiamo da Milano con la nostra Eleanor sul carrello e ci prepariamo ad affrontare un viaggio di circa 900 km..
Spaventati da questo viaggio durante il quale per via del carrello non potevamo superare gli 80 km/h troviamo un alloggio nei paraggi della città di Fiume, più precisamente a Soboli, dove il proprietario ci permette di parcheggiare il tutto nel suo giardino e decidiamo di smezzare il tragitto.
Durante questa prima sosta visitiamo sia la città di Fiume, che secondi me è troppo turistica, che il paesino di Buccari. Questo è un vero gioiellino della Croazia, la parte principale si affaccia sul mare dove troviamo solo barche di pescatori locali e un paio di bar dove fare aperitivo. Subito vicino, costruito nel vecchio lavatoio del paese, un ristorantino di pesce con prezzi modici nonostante tutto il paese non sia più così economico come un tempo.
Il secondo giorno, di buon ora, ripartiamo verso la nostra destinazione.
A Spalato prenotiamo in un porto lo scivolo d’alaggio, nel secondo parcheggio per macchia, carrello e barca in acqua e infine un appartamento per 5 notti.
Inizio con il darci qualche informazione di base per il vostro viaggio:
• Per arrivare in Croazia dovete attraversare un tratto di autostrada in Slovenia, non troverete più la dogana, è tutto aperto ma dovrete comunque pagare l’autostrada e potrete farlo on line cliccando su questo link
• Per navigare in acque croate dovrete pagare la vignetta di navigazione e la potrete pagare solo in capitaneria di porto, ce ne sono diverse ma le troverete solo nei porti principali, noi ci rechiamo in quella di Spalato
• ATTENZIONE questa vignetta è valida per tutto l’anno e in tutte le acque dello stato TRANNE che per il Parco delle Kornati per il quale dovrete pagare un ulteriore ingresso di 45 euro al giorno ma se prendete il 3 giorni consecutivi vi fanno uno sconto e pagherete un totale di 90 euro. Questo ingresso al parco lo potete pagare in tutte le marine.
Fate attenzione anche a un altro dettaglio, potreste avere difficoltà a trovare personale nei porti nelle giornate di Sabato e Domenica esattamente come è successo a noi.
Nonostante avessimo preso accordi tramite mail con il responsabile del porto chiamato Marina Strozanac per poter usufruire a pagamento del loro scivolo, non trovammo nessun addetto e fummo costretti ad aspettare la mattinata del lunedì.
Purtroppo nella zona è l’unico scivolo utilizzabile e nonostante i brutti modi del personale e il fatto che non lavorino nel fine settimana, si è costretti a passare da loro.
Il secondo posto dove abbiamo prenotato è la Marina Lav.
Dalle foto non rende ma vi assicuro che appena arrivati siamo rimasti a bocca aperta per la bellezza di questo porto.
Vi troverete in un ambiente di lusso, le barche ormeggiate sono tutte da sogno, nonostante la nostra piccola imbarcazione non sia paragonabile a quelle, il personale ci accoglie offrendo supporto all’attracco.
Marina Lav ci offre anche la possibilità di parcheggiare macchina e carrello, ci dedicano un posto autobus molto comodo e un badge per entrare e uscire tutte le volte che volevamo.
Per l’alloggio invece prenotiamo un appartamento a 5 minuti di macchina dalla Marina per goder maggiore libertà e la possibilità di cucinare in casa.
Altra piccola info, attenzione a dove prenotate l’alloggio perché, proprio dal porto verso la città di Spalato troverete sempre una fila continua e lenta di macchine.
Finalmente dopo il primo giorno che ci è servito per sistemarci con tutte le prenotazioni effettuate, riusciamo a salpare.
Per stare tranquilli come prima cosa è bene sapere dove è possibile fare rifornimento.
La pompa di benzina più vicina è proprio nel porto di Spalato. Di solito affollata ma è la più vicina rispetto a noi. Ne troverete un altra nell’isola di fronte nel porto di Minà e una a Lesina.
I nostri giorni a disposizione erano 4 e abbiamo deciso di dividere così le tappe.
Giorno uno: costa dell’isola di Brac che si affaccia sulla terra ferma
Giorno due: isola Drvenik Veli con rientro passando tra la terra ferma e l’isola di Clovo
Giorno tre: isola di Hvar con pernottamento sull’isola
Giorno quattro dall’isola di Hvar verso PaklinskimOtoci e di nuovo altre calette dell’isola di Hvar
Giorno uno, siamo partiti di buon ora, il mare era uno specchio, piatto e liscio.
Cia ha permesso una navigazione tranquilla fino alla caletta che avevamo scelto e il ristorante con attracco privato.
La destinazione come vi avevamo detto è l’isola di Brac. Qua è difficile trovare una caletta brutta. L’acqua è cristallina e verso la parte più profonda delle varie calette troverete fondali tra i 4 e i 6 metri di profondità con fondo sabbioso e sempre riparate dai venti.
Decidiamo di fermarci a mangiare al Rojen , posto stupendo e tranquillo se non fosse per il fatto che vediamo super yatch ancorati nella caletta e altri attraccati al pontile del ristorante.
Ordiniamo un pesce alla griglia del vino un acqua e dei caffè, la spesa supera i 100 euro.
Capiamo che la Croazia non è più così economica come un tempo. In qualsiasi posto voi decidiate di mangiare, prendendo due piatti e una bottiglia di vino non spenderete mai meno di 80 euro.
Dopo pranzo decidiamo di rilassarci in un’altra delle calette Old Stone Quarry Bay. Infine rientriamo.
Un avviso importante, state attenti perché nel pomeriggio soffia quasi sempre la bora. Si incanala tra le isole e arriva tranquillamente a 20/25 nodi.
Se avete tempo di aspettare, verso le 18.00 il vento inizia a calare di intensità, altrimenti vi consiglio di navigare sotto costa fino a quando non dovrete attraversare oppure, come abbiamo fatto nei giorni seguenti, raggiungere di mattina i posti desiderati e cercare delle parti riparate dal vento per poter rientrate .
Giorno due: ci dirigiamo, come precedentemente detto, di buon ora verso la baia blu, tanto decantata dalle guide turistiche.
Personalmente, rispetto al girono prima dove ci siamo trovati ancorati con due, massimo tre imbarcazioni per volta o addirittura baia privata, qui era pieno di gente. Acqua bella di colore azzurro con bassi fondali e riparata anche dal vento del pomeriggio, a mio gusto troppo affollata.
Per pranzo ci siamo spostati e abbiamo raggiunto il paesino di Drvenik Veliki , abbiamo attraccato al molo del ristorante Konoba Jere. Attracco gratuito se si è ospiti del ristorante, si sale una scalinata e si arriva alla terrazza a picco sulla caletta.. Una vista mozzafiato sul paesino, personale gentile, ottimo cibo ma, se volete mangiare il piatto più famoso dell’isola, ovvero il polpo cotto per ore nel camino in una pentola di terracotta, dovete avvisare giorni prima il vostro arrivo così hanno il tempo di pescarlo e cucinarlo per voi.
Ripartiti dopo un bel pranzo, siamo arrivato a Mala Luka. Una vera piscina naturale, 5 o 6 barche ancorate e un acqua piattissima, riparati dalla bora che soffiava nel pomeriggio, posto che non dovete assolutamente perdere .Lì è possibile anche fermarsi per la notte in rada.
Rientrando, quel tratto di mare non era esageratamente agitato ma , stanchi dalle botte prese il giorno prima dalle onde, decidiamo di passare all’interno dell’isola di Clovo.
All’inizio dove l’isola e la terra ferma si avvicinano troverete il mare un po’ mosso ma appena passata la strettoia nei pressi del paese di Traù, troverete acqua completamente piatta.
Un avvertenza, se decidete di passare come noi all’interno, il ponte che unisce la terra all’isola, non è laltissimo e nemmeno levatoio, barche a vela o yatch troppo alti non riusciranno a passare.
Purtroppo noi abbiamo fatto troppo tardi e non siamo riusciti a scendere dalla barca per visitare la città di Traù, ma per quello che siamo riusciti a vedere passando, deve essere davvero bello .
Terzo giorno, partiamo sempre da Spalato, dopo un ora e mezza di navigazione arriviamo a T.Swizzle Bay,e per me questa è stata la rada più bella di tutte, un acqua strepitosa con poche barche alla fonda e queste piante che arrivano quasi a sfiorare l’ acqua. Sul fondo una piccola spiaggetta deserta.
Dopo una bella sosta bagno e aperitivo auto preparato, ci dirigiamo verso il paese di Cittavecchia. Troverete degli attracchi gratuiti della durata di due ore ( noi l’abbiamo lasciata di più e nessuno ha detto niente ) verso la parte più stretta del porto sulla vostra destra.
Scendiamo, sosta pranzo, troviamo un localino che fa un pesce alla griglia strepitoso e in quel momento decidiamo di trovare un modo per rimanere fuori a dormire.
La zona è troppo bella, un giorno non basta per visitare tutto e il viaggio di andata e ritorno è troppo lungo. Troviamo l’Hotel Sirena poco prima di Lesina dove per telefono ci dicono che è possibile attraccare Eleanor a uno dei gavitelli in baia. Questo non è vero! Abbiamo avuto la fortuna di trovare un signore che ci ha prestato gentilmente il suo posto per quella sera.
Detto ciò arriviamo all’hotel che, visto sia da fuori che da dentro è rimasto indietro di almeno una trentina d’anni ma gode una vista sulla baia strepitosa. La colazione viene servita nella zona ristorante con vista mare!. Vi consiglio, se mai doveste soggiornare in quell’hotel o anche in quelli vicino, di prendere un taxi e farvi accompagnare a Lesina.
Si trova a 5 minuti di macchina dall’hotel. La piazza centrale si affaccia sul porto dove troverete navi da sogno e, se volete fare festa, è piena di ragazzi e locali dove non vi annoierete di certo. Noi decidiamo di fare solo un giro in centro e di mangiare un trancio di pizza seduti sul muretto del porto.
Quarto giorno, ripartiamo, raggiungiamo il distributore di benzina nel porto di Lesina e visitiamo le isole Paklinski davanti alla città. Atolli separati da canali navigabili di acqua cristallina, a differenza degli altri gironi qua troverete molte barche in rada notturna perché il posto offre molti ripari dal vento che potrebbe alzarsi.
Infine decidiamo di riavvicinarci a casa e fermarci in un’altra caletta, Priluka Plaza sempre nella zona della mattina prima. Il vento soffia forte, le onde si alzano ma noi dobbiamo tornare e decidiamo di partire lo stesso e affrontare la bora pomeridiana. A un certo punto il cielo diventa tutto velato, il vento e il mare si placano e la natura ci regala uno scenario surreale. Cielo e mare diventano dello stesso colore fondendosi insieme. A questo punto a noi sembra di volare, ci fermiamo per goderci il momento e giustamente a fare qualche foto poi torniamo felici di esser riamasti fuori a dormire quella notte e esserci goduti tutto quello che la zona di Spalato potesse regalarci.
Tutti i punti di riferimento che vi ho detto li troverete geolocalizzati in informazioni al navigante.
Spero che vi sia piaciuto e vi possa esser stato utile.
A presto e ricordate che il mondo visto dall’acqua è più bello!